30 Maggio 2026
Focus Kazakhstan: ODCEC Treviso e Promex al fianco delle imprese nei nuovi percorsi di internazionalizzazione
Il webinar ha approfondito opportunità, rischi e strumenti operativi per guardare al mercato kazako con metodo, visione e adeguato presidio professionale. Marazzi: “Il commercialista aiuta l’imprenditore a trasformare un’intuizione commerciale in una decisione consapevole”.

Il Kazakhstan come mercato da conoscere, interpretare e affrontare con strumenti adeguati. È stato questo il filo conduttore del webinar “Focus Kazakhstan”, promosso dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Treviso insieme a Promex/Venicepromex, con l’obiettivo di offrire a professionisti e imprese una lettura concreta di uno scenario internazionale in forte evoluzione.
L’incontro ha messo al centro un tema sempre più rilevante per il tessuto produttivo trevigiano e veneto: l’internazionalizzazione non è più soltanto una leva commerciale, ma un percorso complesso che richiede capacità di analisi, pianificazione, conoscenza dei mercati, gestione dei rischi e accesso agli strumenti finanziari più adeguati.
In questo quadro, il Kazakhstan si presenta come un Paese di crescente interesse per le imprese italiane. Una piattaforma tra Europa e Asia, collocata lungo direttrici economiche e logistiche sempre più rilevanti, capace di attrarre investimenti e di aprire nuove prospettive per il manifatturiero, la meccanica, i servizi e le filiere produttive orientate all’export.
I numeri di un mercato in crescita
I dati illustrati nel corso del webinar confermano il peso crescente del rapporto economico tra Italia, Veneto e Kazakhstan.
Nel 2025 l’export italiano verso il Kazakhstan ha superato 1,056 miliardi di euro, a fronte di importazioni pari a 264,3 milioni di euro. Particolarmente significativo il dato veneto: le esportazioni regionali verso il Paese hanno raggiunto 165,2 milioni di euro, mentre le importazioni dal Kazakhstan verso il Veneto si sono fermate a 8,7 milioni di euro.
Un saldo fortemente positivo, che conferma la capacità delle imprese venete di trovare spazio anche nei mercati più lontani e dinamici. Tra i principali prodotti esportati figurano macchinari e apparecchiature, prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori, apparecchi elettrici, metalli di base e prodotti manifatturieri.
Numeri che raccontano non solo una relazione commerciale già esistente, ma anche un potenziale ancora da sviluppare, soprattutto per quelle imprese che vogliono affrontare i mercati esteri con una strategia strutturata.
Una lettura multidisciplinare del Paese
Il webinar si è aperto con i saluti istituzionali di Barbara Marazzi, Presidente della Commissione per lo sviluppo dei rapporti con l’estero dell’ODCEC di Treviso, e di Franco Conzato, Amministratore Delegato di Venicepromex.
Il programma ha quindi proposto una lettura ampia del Kazakhstan, attraverso interventi dedicati al contesto geopolitico, al sistema fiscale, all’accesso al mercato, alla compliance, alla gestione del rischio e agli strumenti finanziari per sostenere i progetti di internazionalizzazione.
Livio Mazzuoccolo, Direttore Generale di Confindustria Asia Centrale e Caucaso, ha inquadrato il Kazakhstan come nodo strategico nel nuovo scenario multipolare globale, evidenziando il ruolo del Paese nelle nuove direttrici economiche tra Europa e Asia.
Luca Bellinello, Dottore Commercialista e Console onorario del Kazakhstan a Trieste, ha approfondito gli elementi essenziali del sistema fiscale kazako per le imprese italiane, soffermandosi sulle caratteristiche del nuovo impianto tributario, sulla fiscalità societaria, sull’IVA, sulla digitalizzazione degli adempimenti e sulla Convenzione contro la doppia imposizione tra Italia e Kazakhstan.
Aigerim Urmanova, consulente per l’internazionalizzazione, ha offerto una prospettiva operativa sull’accesso al mercato kazako, sugli incentivi, sui regimi agevolativi e sulle condizioni da valutare per costruire una presenza sostenibile.
Marco Zinzani, avvocato dello Studio Legale Padovan, ha richiamato l’attenzione sulle misure di diligenza e sulla gestione del rischio sanzionatorio, tema oggi fondamentale per ogni impresa che operi su mercati internazionali complessi.
Spazio anche agli strumenti finanziari a sostegno dell’internazionalizzazione, con l’approfondimento sulle soluzioni di Finest S.p.A. e sul ruolo del “Sistema Italia”, insieme agli strumenti presentati da Cassa Depositi e Prestiti per accompagnare le imprese nei percorsi di crescita sui mercati esteri.
Il commercialista come interprete della complessità
Uno degli aspetti centrali emersi dall’incontro riguarda il ruolo del commercialista nei processi di internazionalizzazione.
Oggi entrare in un mercato estero non significa soltanto esportare un prodotto. Significa comprendere regole locali, fiscalità, strumenti finanziari, contratti, flussi, compliance, rischi geopolitici, rapporti con partner locali e sostenibilità dell’investimento.
Per molte PMI, soprattutto in territori a forte vocazione manifatturiera come quello trevigiano, la sfida non è la qualità del prodotto, spesso già elevata e riconosciuta. La sfida è trasformare quella qualità in una presenza internazionale solida, organizzata e coerente con la dimensione aziendale.
In questo passaggio il commercialista può assumere un ruolo di accompagnamento strategico: aiuta l’imprenditore a leggere i dati, valutare i rischi, costruire scenari, individuare la struttura più adeguata e coordinare le diverse competenze necessarie.
«L’internazionalizzazione non è più un terreno riservato alle grandi aziende», dichiara Barbara Marazzi, Presidente della Commissione per lo sviluppo dei rapporti con l’estero dell’ODCEC di Treviso. «Anche le PMI del nostro territorio devono imparare a leggere mercati complessi, nei quali opportunità, fiscalità, compliance, finanza e geopolitica si intrecciano. Il commercialista può essere un alleato fondamentale: non si sostituisce all’imprenditore, ma lo aiuta a costruire metodo, a valutare i rischi e a trasformare un’intuizione commerciale in una decisione consapevole. Il Kazakhstan è un esempio molto concreto: non basta guardare ai numeri dell’export, bisogna capire come entrare nel mercato, con quali partner, con quali strumenti e con quali presidi».
Opportunità e presidi: il caso Kazakhstan
Il Kazakhstan offre elementi di grande interesse per le imprese: posizione geografica strategica, apertura agli investimenti esteri, regimi agevolativi, Zone Economiche Speciali, strumenti di attrazione di capitale e un sistema fiscale competitivo.
Ma proprio l’interesse del mercato rende necessario un approccio ordinato. Non basta sapere che esiste un’opportunità. Occorre comprendere se quell’opportunità è coerente con l’impresa, con la sua struttura, con la sua capacità finanziaria e con i suoi obiettivi di medio periodo.
Un’impresa che guarda al Kazakhstan deve porsi domande molto concrete: come entrerà nel mercato? Attraverso un distributore, una partnership, una joint venture o una presenza locale? Come gestirà la fatturazione? Come presidierà la compliance digitale? Come verranno tracciati i pagamenti? Quale sarà l’utilizzatore finale dei beni esportati? Quali clausole contrattuali serviranno per evitare rischi di riesportazione verso Paesi soggetti a restrizioni?
Sono aspetti tecnici solo in apparenza. In realtà incidono direttamente sulla qualità della decisione imprenditoriale e sulla possibilità di costruire un percorso di crescita sostenibile.
Una cultura professionale dell’internazionalizzazione
Con questo webinar l’ODCEC di Treviso conferma l’attenzione verso i temi dell’internazionalizzazione e verso il ruolo che i professionisti possono svolgere a supporto del sistema economico locale.
L’obiettivo non è promuovere in modo generico un singolo mercato, ma offrire strumenti di lettura, metodo e consapevolezza. Il Kazakhstan diventa così un caso concreto attraverso cui riflettere su una sfida più ampia: preparare imprese e professionisti a muoversi dentro un’economia globale sempre meno lineare, nella quale le opportunità devono essere accompagnate da competenze adeguate.
Per i commercialisti trevigiani, questo significa rafforzare una funzione che va oltre la tecnica: essere interlocutori qualificati dell’imprenditore nei passaggi in cui le decisioni diventano più complesse, più internazionali e più decisive per il futuro dell’impresa.
Il messaggio emerso dal webinar è chiaro: i mercati esteri non devono essere affrontati con timore, ma neppure con improvvisazione. Servono visione, metodo e un presidio professionale capace di trasformare la complessità in percorso di crescita.
Modificato: 16 Giugno 2026



