18 Giugno 2026

Il Triveneto guarda alla Borsa: capitali, crescita e nuove opportunità per le imprese

A Palazzo Bomben l’incontro promosso dall’ODCEC di Treviso e dalla Fondazione Commercialisti Treviso ha messo in dialogo imprenditori, investitori e professionisti sul ruolo del mercato dei capitali nello sviluppo delle aziende del territorio.

Il Triveneto ha imprese solide, filiere industriali competitive, capacità di innovare e una cultura imprenditoriale profondamente radicata nel territorio. Ma per crescere, internazionalizzarsi, finanziare acquisizioni, attrarre competenze manageriali e rafforzare la propria struttura organizzativa, oggi serve anche il coraggio di guardare a strumenti nuovi. Tra questi, la Borsa torna ad assumere un ruolo centrale.

È questo il messaggio emerso ieri pomeriggio, 16 giugno 2026, a Treviso, nella cornice di Palazzo Bomben – Fondazione Benetton, durante il convegno “Il Triveneto verso la Borsa: capitali per finanziare la crescita. Incontro tra Imprenditori, Investitori e Professionisti”, promosso dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Treviso e dalla Fondazione Commercialisti Treviso, con la collaborazione della Commissione di studio Principi contabili, di revisione e controllo. Il programma ha riunito interventi tecnici, tavola rotonda, case study e networking finale, con la partecipazione di Intermonte, Equita, LCA, BDO Advisory, IR Top, Borsa Italiana e SYS-DAT.

Un territorio con un potenziale ancora da esprimere

Il punto di partenza dell’incontro è stato un dato particolarmente significativo: secondo l’analisi presentata da Intermonte, nel Triveneto vi sono oltre 220 società potenzialmente quotabili, individuate sulla base di criteri economico-finanziari quali EBITDA superiore a 5 milioni di euro, marginalità positiva, utile netto positivo e indebitamento sostenibile. A fronte di questo potenziale, le società trivenete oggi quotate sono 36, di cui 26 in Veneto, 2 in Trentino-Alto Adige e 8 in Friuli-Venezia Giulia; 18 sono presenti su Euronext Milan e 18 su Euronext Growth Milan.

«Il convegno ha confermato un punto fondamentale: il Triveneto ha imprese solide, patrimonialmente strutturate e con progetti industriali che possono dialogare con il mercato dei capitali molto più di quanto accada oggi», sottolinea Francesco Ballarin, vicepresidente dell’ODCEC di Treviso. «La Borsa non deve essere percepita come un approdo distante o riservato a pochi, ma come una leva concreta per finanziare crescita, acquisizioni, passaggi generazionali, managerializzazione e internazionalizzazione».

Il divario tra imprese potenzialmente pronte e imprese effettivamente presenti sul mercato dei capitali racconta una sfida precisa: non manca la qualità industriale, non manca la dimensione, non mancano le storie imprenditoriali. Serve però un passaggio culturale, organizzativo e strategico che consenta alle aziende di prepararsi al dialogo con il mercato.

La Borsa, infatti, non è soltanto un luogo in cui raccogliere risorse. È un percorso che obbliga l’impresa a misurarsi con governance, trasparenza, programmazione, comunicazione finanziaria, managerializzazione e capacità di rendere leggibile il proprio progetto industriale.

Quotarsi non come traguardo, ma come leva di sviluppo

L’intervento di Marcello Daverio di Equita ha aiutato a chiarire perché la quotazione possa rappresentare un’opportunità concreta per le imprese del territorio. Tra i principali benefici evidenziati: raccolta di risorse per sostenere il progetto industriale e operazioni di acquisizione, maggiore visibilità verso clienti, fornitori e istituti di credito, miglioramento della corporate governance, attrazione di talenti, facilitazione dei passaggi generazionali, valorizzazione dell’impresa e maggiore liquidabilità delle azioni.

La quotazione, dunque, non va interpretata come una perdita di identità dell’impresa familiare o come un punto di arrivo riservato solo alle grandi aziende. Può diventare, al contrario, uno strumento per dare continuità al progetto imprenditoriale, rafforzare la struttura finanziaria e affrontare con maggiore solidità le sfide della crescita.

In questa prospettiva, il mercato può assumere il ruolo di azionista di minoranza “ideale”: non sostituisce l’imprenditore nella definizione della strategia, ma chiede risultati, trasparenza, metodo e capacità di rendicontare il percorso intrapreso.

Dall’azienda privata alla public company: cosa serve davvero

La tavola rotonda, moderata da Francesco Ballarin dell’ODCEC di Treviso, ha portato il confronto sul terreno più operativo: che cosa deve cambiare in un’impresa che vuole avvicinarsi alla Borsa?

Con Andrea Messuti di LCA, Lelio Bigogno di BDO Advisory, Floriana Vitale di IR Top e Luca Tavano, Head of mid-small caps Italy di Borsa Italiana, il dialogo si è concentrato sui passaggi fondamentali del percorso verso la quotazione: scelta del mercato più adatto, tempi realistici di preparazione, governance, struttura finance, comunicazione verso gli investitori, cambiamento del mindset imprenditoriale e ruolo degli advisor.

Le domande guida della tavola rotonda hanno messo a fuoco alcuni nodi decisivi: un’azienda non è pronta per la quotazione solo perché ha raggiunto una certa dimensione; deve essere pronta a raccontare il proprio progetto, sostenere un confronto continuativo con il mercato, dotarsi di processi interni adeguati e trasformare la governance da forma giuridica a sostanza organizzativa.

«Per molte aziende del nostro territorio il tema non è solo “quanto sono grandi”, ma “quanto sono pronte”», osserva Ballarin. «Governance, controllo di gestione, trasparenza informativa, comunicazione finanziaria e capacità di pianificazione sono elementi determinanti. In questo percorso il commercialista può svolgere un ruolo fondamentale, perché conosce l’impresa, ne accompagna l’evoluzione e può aiutarla a compiere quel salto culturale necessario per aprirsi a nuovi strumenti di finanza».

È qui che si inserisce il ruolo dei commercialisti. Nei percorsi di apertura del capitale, il professionista non interviene soltanto su singoli adempimenti, ma può diventare un riferimento strategico per accompagnare l’impresa nella preparazione, nella lettura dei numeri, nel rafforzamento dei processi, nella costruzione di un assetto più trasparente e nella relazione con gli altri advisor coinvolti.

Come richiamato nei saluti istituzionali, i professionisti sono chiamati ad affiancare le imprese nelle scelte strategiche e a garantire trasparenza, solidità e sostenibilità nei percorsi di crescita. La quotazione, in questo senso, è anche un terreno sul quale la professione può esprimere una funzione ad alto valore aggiunto per il sistema economico del territorio.

Il caso SYS-DAT: quando la quotazione diventa esperienza concreta

A rendere ancora più tangibile il confronto è stato il case study di SYS-DAT, con l’intervento del CEO Matteo Neuroni, dedicato al percorso di IPO sul mercato Euronext STAR Milan. Il racconto ha permesso di entrare nella dimensione reale di una quotazione: le motivazioni iniziali, le difficoltà incontrate, i benefici generati dopo l’ingresso sul mercato.

La testimonianza ha mostrato come la Borsa possa diventare un acceleratore di crescita, ma anche un percorso di trasformazione interna. Quotarsi significa rendere l’impresa più leggibile, più strutturata, più pronta al confronto con investitori, stakeholder e mercato. Significa anche aumentare la propria reputazione e aprire nuove possibilità di sviluppo industriale.

Un ecosistema da costruire insieme

L’incontro si è concluso con un momento di networking tra imprenditori, investitori e professionisti: non un semplice finale conviviale, ma la conferma del senso dell’iniziativa. Perché il ritorno del Triveneto verso la Borsa non dipende solo dalla volontà delle singole imprese, ma dalla capacità di costruire un ecosistema competente, integrato e consapevole.

Imprenditori, advisor, investitori, istituzioni professionali e mercato devono parlarsi di più. Devono condividere linguaggi, aspettative, tempi e obiettivi. Devono soprattutto superare l’idea che il mercato dei capitali sia distante dal tessuto delle PMI del Nord-Est.

«Come Ordine riteniamo importante creare occasioni di confronto tra imprenditori, investitori e professionisti, perché la crescita del territorio passa anche dalla capacità di costruire un ecosistema competente attorno alle imprese», conclude Ballarin. «L’incontro di oggi va esattamente in questa direzione: portare il tema della quotazione dentro il dibattito economico trevigiano e triveneto, non come suggestione, ma come possibilità concreta per le aziende che vogliono rafforzarsi e competere nei mercati del futuro».

Il convegno ha consegnato un messaggio chiaro: il Triveneto possiede capitale industriale, competenze professionali e storie imprenditoriali in grado di affrontare nuove fasi di crescita. La Borsa può essere una delle leve per finanziare questa evoluzione. Ma perché ciò accada serve preparazione, visione e una cultura d’impresa sempre più aperta, strutturata e orientata al futuro.

Per l’ODCEC di Treviso, il tema è pienamente coerente con il ruolo della professione: stare accanto alle imprese non solo nella gestione ordinaria, ma nei passaggi che ne determinano sviluppo, continuità e competitività.

 

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Modificato: 18 Giugno 2026